Biomasse: progetto Savigliano


Dopo la positiva esperienza del primo impianto a biomassa Olicar S.p.A. presso la Provincia di Milano (1998), ha attivato un secondo impianto a servizio del complesso scolastico di Savigliano (CN), composto di quattro scuole ed un palazzetto dello sport.

La particolarità di queste scuole è che in due di esse si svolgono corsi serali fino a tarda ora ed anche il palazzetto è utilizzato quasi tutti i giorni nel periodo serale. Questa situazione pone un grosso vantaggio per macchine a biomassa che hanno la necessità di trascorrere il minor tempo possibile in stand-by, situazione in cui, consumano comunque piccole quantità di combustibile senza produrre calore. Le esigenze imponevano inoltre di eliminare totalmente una centrale termica di piccola potenzialità ma di grande ingombro per far posto ad altri utilizzi  razionalizzare la centrale dell’edificio più grande dotata di generatori sproporzionati rispetto alla necessità.

Negli anni antecedenti questi cinque edifici consumavano in media stagionale circa 60.000 m3 di metano e 63.000 lt di gasolio pur con macchine moderne e con rendimenti ottimali, le macchine installate avevano una potenza complessiva di al focolare di 1.840 kW. Dalle verifiche eseguite sul sistema edifici-impianti è emerso che per tale gruppo di fabbricati era sufficiente una potenza di 900 kW.


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Il Combustibile


Uno dei combustibili più comuni è il cippato di legna . Esso deriva dalla scortecciatura dei tronchi prima della lavorazione in segheria e comprende le cortecce e l’alburno del tronco mentre il durame e il cuore vengono usati per la fabbricazione di legna da costruzione. In alternativa, può derivare anche dallo smaltimento di pallets o da altri prodotti legnosi che hanno terminato il loro servizio utile e possono solo più servire come legna da ardere. Tale prodotto, per essere usato nelle cetrali, deve essere “cippato” ossia tagliato in parti relativamente piccole con dimensioni comprese tra i 5-10 cm di lunghezza massima e circa 8 cm di larghezza ed un’umidità massima del 50% (ottimale intorno al 30% del peso complessivo).


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Lo stoccaggio del combustibile


I rifornimenti sono eseguiti mediante autocarri dotati di cassoni della capacità di 35 m3 ed il silos è in grado di contenere due carichi per volta garantendo al complesso un’autonomia di 4/5 giorni nella stagione a maggior carico termico e 7/8 nel periodo stagionale con medio carico termico. Una volta che la biomassa è ospitata nel silos, vi è un sistema di “rastrelli traslatori” che con movimento alternato, alimentano la prima coclea di trasporto. A qui il combustibile viene convogliato in un’altra coclea detta dosatrice che presenta  la biomassa alla coclea di introduzione nel focolare. L’intero tragitto della biomassa dal silos al focolare è regolato in modo volumetrico da un sistema di livelli gestiti tramite programma caricato sul PLC della macchina. Il silos è coperto con lamiera ed è dotato di tetto scorrevole che consente lo scarico del prodotto. Il calore che si sviluppa dalla centrale termica riesce a mantenere la temperatura della lamiera ad una temperatura sufficiente in modo che modeste nevicate non si accumulino e quindi il caricamento è consentito per tutto il periodo invernale invernale.

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Grupppo Olicar - Facility e Energy management